...i films in sala
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| Premio Walter Matthau - Miglior Film Comico |
| Miglior Attrice non Protagonista (Jane Fonda)- (Secondo posto) |
Liberamente tratto dal romanzo "Fuoco nelle Viscere" di Pedro Almodovar edito da MetroLibri
con:
Penelope Cruz (Raimunda)
Daniele Liotti (Julio)
Marco Leonardi (Roque)
Ma Jingwu (Chu Ming)
Jane Fonda (Eulalia)
Lauren Bacall
(Isidra)
Angela Molina (Katy)
Carmen Maura (Lupe)
Victoria Abril (Mara)
Ralitza Baleva (Flor)
Antonio Banderas (Armando)
Ray Winstone (Avvocato)
Raul Bova (Portinaio)
Jean-Pierre Lorit (Cameriere 1)
Eduardo Antuña (Cameriere 2)
Michael Dudikoff (Giornalista 1)
Jean-Claude Van Damme (Giornalista 2)
Dolph Lundgren (Giornalista 3)
Iaia Forte (Consuelo)
Liv Tyler (Lola)
Amanda Peet (Eugenia)
Fotografia: ALFONSO BEATO - Scenografie: ESTHER GARCIA - musiche: ALBERTO IGLESIAS
Canzoni
originali interpretate da MINA
Tratto da un racconto originale del regista, il film contiene tutti gli ingredienti più tipici e grotteschi del cinema di Almodovar: sesso, ammazzamenti, obesità, fanciulle allo sbando, femministe ciniche, vergini settantenni. È la storia bizzarra del cinese Chu Ming, industriale degli assorbenti, che diventa pazzo perché tutte le amanti lo abbandonano. Alla fine gliela farà pagare, mettendo in atto il più diabolico piano di vendetta mai congegnato da un uomo. Almodovar torna alle origini con il film che nessun produttore gli aveva permesso girare...(ed al primo critico che afferma che una ragione ci sarà pure stata...peste lo colga!).
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VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI |
| ...ATTENZIONE... Questo film contiene dialoghi e situazioni estreme ed è indirizzato ad un pubblico adulto. MAGIA Production, pur accettandone la produzione, è consapevole di essere ai limiti del regolamento per cui, non essendo sua intenzione offendere la sensibilità e la libertà di nessuno, prega tutti coloro che possono sentirsi in qualche modo offesi da dialoghi o situazioni con forte attinenza sessuale di non proseguire nella visione del film. |
...per tutti gli altri la nostra solita...
BUONA VISIONE
Lo schermo è completamente nero. Al centro appare la scritta 1961. Si sentono dei passi, alcuni leggeri altri più pesanti ma entrambi veloci, molto veloci. Due persone stanno correndo. Si comincia ad intravedere una scala ed i piedi di una donna. Stacco e la stessa scala con i piedi di un uomo. Il respiro è molto affaticato. Improvvisamente un bagliore. Una porta si apre e lo schermo per un attimo appare completamente bianco. Il rumore di un elicottero. Le immagini prendono forma: la figura di una donna che supera la cinepresa e correndo si avvicina ad un elicottero che la sta aspettando sul tetto. Poco dopo la sagoma di un uomo che la insegue. È un cinese. La donna sale sull'elicottero ma il cinese riesce ad afferrarla per una gamba.
Cinese: Katy! Bastarda. Non andrai da nessuna parte!
La ragazza tira con forza e dopo avergli somministrato un calcio al viso riesce ad entrare completamente nel velivolo.
Katy: Vado in Australia mio caro Chu, e non sarai certo tu a fermarmi! Addio....amore. AhAhAh...povero illuso!
Nella collutazione Chu Ming le aveva tolto una scarpa col tacco. L'elicottero si alza e la camera si alza con esso inquadrando Chu Ming, solo sul tetto, che impreca contro la ragazza nella sua lingua madre. Dissolvenza al nero. Partono i titoli di testa accompagnati dalla canzone interpretata da Mina "Si lloras, si ries".
Interno - Casa di Eulalia
L'immagine riappare lentamente. Inquadratura della stanza. L'ambiente e l'arredamento fanno intendere che ora ci troviano ai giorni nostri. Un uomo sulla quarantina (Roque - Marco Leonardi) è tranquillamente seduto su una poltrona con l'aria di non avere nulla da fare. Una donna (Eulalia - Jane Fonda) seduta sul bracciolo guarda svogliatamente la Tv. Dall'esterno arriva un rumore assordante. Rumori di automobili e clacson. Una ragazza (Flor - Ralitza Baleva)) entra nel campo visivo e corre verso la finestra.
Flor: Vado al cinema mamma. (rivolta alla donna seduta sul bracciolo della poltrona).
Intanto la ragazza si affaccia alla finestra ed un boato sembra venire dal basso.
Voci da fuori: Flor! Flor! Flor! Flor!
La telecamera inquadra la strada in basso dove una decina di ragazzi gridano il suo nome sunando il clacson mentre con le mani le fanno gesti d'impazienza.
Eulalia: Quanti ne sono venuti oggi?
Flor: Saranno una decina...
Flor si avvicina all'uomo sulla poltrona e lo bacia sulla fronte.
Flor: Ciao papà...
Poi fa lo stesso con la madre.
Eulalia: Ho la figlia più contesa del quartiere.
Flor: Ed io la madre meglio consevata.
Eulalia cambia espressione ed appare visibilmente irritata.
Eulalia: Sù vai! (quasi gridando) Stanno mettendo in subbuglio tutto il quartiere.
Flor con fare divertito si avvia velocemente verso il portone di casa e passando presso la cucina lancia un saluto all'interno.
Flor: Ciao Isidra! Ciao Raimunda!
La camera smette di seguire la ragazza ed entra in cucina dove si trovano la domenstica, un'anziana signora vestita e truccata come una ventenne (Isidra - Lauren Bacall), e la nipote di sua sorella, una giovane e piacente ragazza dal fare svogliato (Raimunda - Penelope Cruz).
Isidra: (rivolta a Raimunda e senza nemmeno ascoltare il saluto di Flor) Da quando avevo cinque anni gli uomini mi corrono dietro. Ma cosa vuoi mai, mia cara, non mi ci abituo. Per queste cose sono molto all'antica. È fortunata la signora Eulalia. Se vedessi le occhiate che mi dà il padrone qui, qui e qui (indicando il sedere, il seno e fra le gambe). L'altro giorno, in ascensore, il figlio degli Ortega mi ha premuto la patta contro le cosce, facendo finta di urtarmi. Vorrei avere cent'anni, per vedere se gli uomini mi lasciano in pace.
Raimunda la interrompe imbarazzata.
Raimunda: Sto per sposarmi nonna.
Isidra: Non sono tua nonna! Quante volte devo dirtelo?
Raimunda: È vero, sei la sorella della nonna. Preferisci che ti chiami zia?
Isidra: Nemmeno. Se qualcuno ci sentisse penserebbe che sono una vecchia.
Appare Eulalia sulla porta, entra e prende della birra.
Eulalia: Ehi. Ma Isidra, non faccia lavorare sua nipote.
Isidra: Così inganna il tempo mentre parliamo. E non è mia nipote, gliel'ho già detto. Siamo cugine.
Eulalia: Ah.
Eulalia torna in sala, seguita dalla camera, e si avvicina al marito al quale porge una birra.
Eulalia: Isidra è ogni giorno più paranoica.
Roque: Non fa del male a nessuno credendosi Miss Universo.
Eulalia: Con questi calori finisce che scoppia. Hai notato che porta il corsetto e la gonna attillata? A giudicare dal suo portamento si direbbe che sia vestita di ferro. Si muove come un robot, solo le mani e i piedi godono di una certa mobilità. Il resto del corpo è un blocco compatto. Se poi aggiungi che ancora usa gli assorbenti interni credendo di avere...
Roque sorridendo si accosta alla moglie e la stringe dolcemente in vita. Eulalia si ritrae bruscamente.
Roque: Dai, andiamo in camera.
Eulalia: Lo fai per compassione?
Roque: Ma che scemenze dici! Dai, andiamo.
Eulalia si alza di scatto respingendolo.
Eulalia: preferisco affrontare la realtà, non voglio essere come Isidra. Mi sento vecchia, sono vecchia. Ed è naturale, non ho più vent'anni. Mi dispiace che tu, per pietà, cerchi di convincermi del contrario.
Roque: Ma Eulalia, io non fingo (portandosi una mano sulla patta dei pantaloni evidentemente gonfia e sul punto di scoppiare). Questo non mente (cercando di evidenziare al massimo il gonfiore).
Eulalia: Lascia stare, Roque. Ti sono grata per l'intenzione. oltretutto sono molto depressa. Oggi in Israele c'è stata una strage. Si soffre la fame nel mondo. I giapponesi cacciano le balene. A Barcelona hanno rapito una neonata. È orribile! Come vuoi che pensi al sesso!
Roque: (alzandosi ed avviandosi verso la camera da letto) La verità è che io non ti faccio venir voglia nemmeno un po'. Gli uomini ti lasciano più fredda di un ghiacciolo!
La sagoma di Roque attraversa il campo visivo e lo schermo diventa nero. Al centro la scritta 1968. Lentamente si intravedono due figure. Dopo qualche secondo si distingue la sagoma di Chu Ming in un laboratorio. A suo cui fianco c'è una ragazza.
Chu Ming: Lupe, che ti succede adesso?
Lupe: Credo che stia per venirmi una delle mie crisi.
Chu Ming: Che scocciatrice che sei con le tue crisi!
Lupe: Io avevo sognato una vita a contatto diretto con la natura. Essere libera e semplice come uno scoiattolo, e non integrata in questa società consumistica, disumana e fredda, in cui i sentimenti non valgono niente e conta solo il denaro.
Chu Ming: Ma che idee stupide ti vengono! Calmati un po'. Vai a fare un giro al parco. Ma non fare tardi.
Stacco della camera. Vediamo Lupe al parco, ha il viso felice. Inquadratura di un gruppo di Hippies che cantano accompagnati dal suono di una chitarra. Lupe si avvicina. Uno dei ragazzi le orna il capo con dei fiori e la bacia. Poi un altro le si avvicina ed anche lui la bacia. Un terzo la spinge dolcemente a terra e sollevandole la gonna comincia a masturbarla. Il ragazzo che la aveva baciata per primo estrae il membro e comincia ad accarezzarle il seno.
Primo Ragazzo: Ti piace il libero amore?
Lupe: Credo...di...sìì!
Secondo Ragazzo: Vieni con noi ad Ibiza.
Lupe: Là mi realizzerò come donna?
Primo Ragazzo: Sì. Tutti noi ci siamo realizzati là.
Lupe: (quasi gridando di piacere) Sì, vengo!
Interno - Casa di Eulalia
Le immagini tornano mostrandoci la cucina dove Raimunda sembra riuscita a farsi ascoltare da Isidra.
Raimunda: Lui lavora al Consiglio Superiore dei Chimici, ma in fondo è un grande poeta. Ha chiesto l'aspettativa e ci stabiliremo in un paesino vicino a Guadalajara. Lì scriverà poesie e si dedicherà alla distillazione dei profumi naturali. A tutt'e due piace la tranquillità. Da quando ho lasciato il convento non ho fatto che commettere errori ed ora sono stanca. Ho già trentacinque anni, ho bosogno di un focolare, cani, gatti, fare la spesa al mercato...e voglio fare la pittrice. Mentre lui sciverà poesie io dipingerò quadri. Verrai alle nozze? sei la mia unica parente.
Isidra: Gli hai detto che sono tua prozia?
Raimunda: Naturalmente.
Isidra: Allora non contare su di me.
Raimunda si irrigidisce e la guarda con odio.
Raimunda: Fai quello che ti pare! Se vuoi ti presento come mia figlia illegittima!
Isidra: Sarà meglio che lui non mi conosca. Corri il rischio che te lo rubi.
Raimunda: Me ne vado, non si sa mai che mi attacchi le rughe. Ci vediamo, nonnina.
Raimunda se ne va ed esce dall'appartamento.
Interno - Pianerottolo dell'ascensore
Sentiamo chiudersi la porta. Vediamo (con gli occhi di Raimunda che Roque è fermo davanti alla porta dell'ascensore, anch'egli in procinto di scendere. Roque sorride e Raimunda ricambia il sorriso. C'è qualche secondo di silenzio imbarazzato.
Roque: Fa molto caldo oggi, vero?
Raimunda: Sì.
L'ascensore arriva e la porta si apre. I due entrano e la porta si richiude. Roque comincia a farsi più intraprendente.
Interno - Ascensore
Roque: Lei è molto attraente!
Raimunda lo guarda sorpresa ma, senza attendere la sua approvazione, Roque si getta su di lei e la incantona in un angolo dell'ascensore.
Roque: Sei il mio tipo.
Raimunda gli assesta due ceffoni.
Raimunda: Ma per chi ma ha preso?
Roque le salta addosso di nuovo. E Raimunda lo respinge amcora con uno spintone. Il vecchio ascensore comincia ad oscillare pericolosamente e si blocca di colpo.
Raimunda: Aiuto! Cosa è successo?
Roque: Si è fermato. Meglio. Possiamo farlo qui, abbiamo tempo. Il portinaio ci metterà qualche minuto ad arrivare.
Raimunda si affretta a pigiare il pulsante d'allarme che comincia a suonare facendo un baccano infernale.
Raimunda: Lei è un porco!
Raimunda ricomincia a colpire Roque riuscendo però soltanto ad eccitarlo ancor di più. Roque si mette una mano dentro i pantaloni ed estrae il pene.
Roque: Cos'è, ti fa schifo questo gioiellino? Devi volergli bene. Ha bisogno di molta tenerezza.
Raimunda: La denuncerò alla polizia.
Roque comincia a masturbarsi.
Roque: Dimmi cosa ti piace fare. mi va bene tutto. Non sono esigente. Voglio solo che tu goda.
Interno - Pianerottolo dell'ascensore
La camera passa ad inquadrare il portinaio che con l'aiuto di un paio di uomini sta cercando di portare l'ascensore fino al piano più vicino mentre dal suo interno si sentono le urla di Raimunda.
Portinaio: Non abbia paura, ce l'abbiamo quasi fatta. Solo un minuto ancora, non c'è alcun pericolo.
Poco dopo la porta si allinea all'apertura murale e il portinaio si affretta ad aprirla. Nel frattempo arriva qualche condomino attirato dal chiasso. La porta viene spalancata mostrando Roque che sta eiaculando sul vestito di Raimunda che continua a gridare. Arrivano anche Eulalia ed Isidra giusto in tempo per vedere Raimunda che si pulisce lo sperma dal vestito e Roque che si rimette a posto il membro. Raimunda esce correndo fuori dall'ascensore.
Raimunda: Aiuto! È un porco! Chiamate la polizia! La polizia! Aiuto!
Eulalia rimane zitta a guardare il marito mentre Isidra si porta le mani sulle guance.
Isidra: Mio Dio. Voleva farlo con me. È capitato a lei per puro caso, ma era me che stava cercando.
L'immagine comincia a girare, sempre più velocemente fino a creare un vortice. Lo schermo è di un grigio intenso. Al centro la scritta 1978. Si ode lo scrosciare della pioggia ed il tacchettare di piedi femminili. Una voce femminile canticchia una canzone. L'immagine si forma mostrando due valige sopra un letto. Una sagoma femminile si avvicina alle valige e, sempre canticchiando cerca di stipare all'inverosimile lenzuola, biancheria, riviste all'interno delle valige. Fuori campo si sente il rumore di una porta che si apre. L'inquadratura di un uomo sulla porta. È Chu Ming, il cinese.
Chu Ming: Mara, cosa fai?
Mara: Niente. Metto in ordine le mie cose.
Chu Ming: Non starai scappando, vero?
Mara: Io? Cosa ti salta in mente!
Mara lancia un gridolino ingenuo. Si siede sopra una valigia rimasta aperta.
Mara: Dai, aiutami a chiuderla.
Chu Ming con espressione attonita si avvicina e comincia ad armeggiare alla chiusura mentre lei, seduta sulla valigia a gambe incrociate, lascia intravedere una buona porzione di coscia. Squilla il telefono. Mara si precipita al ricevitore.
Voce di uomo al telefono: Allora, scendi o no?
Mara: Sì. Fra un momento. Sto finendo di raccogliere le mie cose.
Mara riattacca. Chu Ming la guarda con aria interrogativa.
Chu Ming: Chi era?
Mara: Niente, un'amica che mi chiedeva se le presto certi vestiti.
Mara afferra le valige, si dirige verso la porta seguita dalla telecamera. Si ferma un attimo ed indicando la stanza completamente smantellata si rivolge a Chu Ming.
Mara: Se non ti disturba, manda questi pacchi a Capri, a nome del famoso playboy Helmut Rinaldi.
Chu Ming: Dove vai Mara?
Mara: Porto giù le valige. Torno subito.
La cinepresa segue Mara che esce dalla porta poi stacca sul viso di Chu Ming che continua a guardarla stupefatto. Si avvicina alla finestra e vediamo l'inquadratura dall'alto di Mara che esce dall'edificio, raggiunge un uomo che la sta aspettando presso un'automobile. Si danno un lungo bacio con la lingua. Buttano dentro le valigie, salgono in auto. L'automobile si allontana sotto la pioggia. Dissolvenza al grigio scuro. Le immagini tornano a girare, nel senso opposto, sempre più vorticose fino a fermarsi inquadrando una festa di nozze. Un cameriere si avvicina con la torta alla coppia di sposi Vediamo che la sposa è Raimunda.
Raimunda: Julio, amore, è il giorno più bello della mia vita.
Julio: Anche per me Raimunda. Temevo non arrivasse mai.
Un cameriere si avvicina porgendo loro un telegramma. Raimunda lo apre e lo porge a Julio divertita.
Raimunda: È di tuo padre, lo manda dall'ospedale.
Julio: (leggendo ad alta voce) Se non ti funziona chiamami.
Raimunda: Però, che spirito tuo padre! Nessuno direbbe che sta morendo di cancro.
Un altro cameriere porge loro un altro telegramma.
Raimunda: Vediamo cosa dice questo.
Raimunda sembra pronta a leggere ad alta voce poi ammutolisce. Un'ombra di terrore le attraversa il volto.
Julio: Che succede?
Raimunda: Che figlio di puttana!
Julio le strappa il telegramma dalle mani.
Julio: È del cinese, me lo immaginavo.
Julio: (leggendo ad alta voce) Volevi che sparissi dalla tua vita. Bene, ci sei già riuscita. Quando riceverai il telegramma mi sarò già suicidato. Questo è il mio regalo di nozze. Chu Ming Ho.
Primo piano del viso di Raimunda. L'immagine lascia lentamente il posto al viso di Raimunda di qualche anno più giovane. Sullo schermo la scritta 1992.
Raimunda: Chu, sono venuta a congedarmi. Me ne vado.
Chu Ming: Cos'è, ti ha morso una tarantola?
Raimunda: Non voglio mentirti. Amo un altro uomo.
Chu Ming: Disgraziata! Pensavo tu fossi diversa.
Raimunda: E lo sono. Troverai un'altra donna. Ne hai sempre trovata una, nonostante la tua età.
Chu Ming: Sai che sono impegnato con una nuova formula, la più importante che ho fatto finora. Non mi lasciare in questo momento. Se te ne vai non riuscirò a ultimarla.
Raimunda: Non farmi dei ricatti assurdi. Ultimerai la formula senza di me. Addio.
Chu Ming: Te ne pentirai. Tu e tutte le altre. Vi ricorderete di me!
Primo piano di Chu Ming che comincia a ridere. Le sue risa si fanno sempre più forti e cominciano ad echeggiare in tutto l'edificio. La cinepresa segue Raimunda che scende la scale ed esce dallo stabile fino in strada, dove Julio la sta aspettando. I due salgono in auto, si baciano e si allontanano mentre la camera torna ad inquadrare Chu Ming che continua a ridere in modo sinistro. Le risa si placano mentre il suo viso alterato sfuma in un'espressione più tranquilla. Lo vediamo mentre scrive su un diario. Sentiamo una voce che riporta lo scritto.
Voce di Chu Ming: ...non mi rimane più niente da fare. Ho portato a termine il mio ultimo lavoro, l'assorbente per tutti i giorni del mese. Ho mandato le dieci operaie in vacanza. Mi resta solo da fare un giro e dire addio a tutto questo. il mio piano ormai non ha bisogno di me per compiersi. Da quando capì che Raimunda aveva deciso di abbandonarmi avevo preso la decisione di farla finita, dopo avere preparato il mio piano di vendetta. Ho ordinato di dipingere l'edificio di rosso, che è il colore dei condannati a morte. Ho fatto il giro per tutti i settori dell'edificio a mo' di commiato. Ma non sono triste. Per noi cinesi la morte non ha un significato tragico. Già da tempo mi ero comprato la bara. Raimunda la aveva vista più di una volta. Io pensavo alla morte e lei alla vita. La rottura era inevitabile. Ogni cosa ha una fine. Durante la mia passeggiata di addio all'interno dell'edificio mi sono tornate in mente le mie amanti. La stanza dove Mara fece le valige, il laboratorio che servì da cornice all'ultima conversazione con Lupe, la torre nella quale mi ritrovai solo con la scarpa dal tacco alto di Katy in mano, l'ufficio in cui vidi Raimunda per l'ultima volta. Quest'edificio è un vero labirinto, tutta la mia vita lo è stata, e questo riempie di pace la mia fine. Il demonio cammina in linea retta, dice un proverbio cinese, ed evitare di procedere diritto è un modo per farsi beffe dei demoni.
Schermo completamente rosso.
Interno - Casa di Raimunda e Julio
La cinepresa inquadra una montagna di vestiti estivi ammassati sopra il letto con le valige aperte. Raimunda è intenta a piegarne alcuni. La voce di Julio fuori campo.
Voce di Julio: Durante il nostro viaggio di nozze sono arrivate tre lettere amore.
Raimunda: Niente di importante?
La camera inquadra il viso di Julio che pare un po' rattristarsi.
Julio: Beh, una è per te, firmata dal legale di Chu Ming Ho. Evidentemente il cinese si è ricordato di te nel suo testamento. Dovresti incontrare l'avvocato nell'ufficio di Ming per sbrigare alcune formalità.
Raimunda: Allora è vero che si è ammazzato.
Julio: L'avevo letto sul giornale, ma ho preferito non dirtelo per non turbarti.
Raimunda: Non mi sarei turbata.
Julio: Che pensi di fare?
Raimunda: Niente. Non penso di andarci.
Julio: Perché?
Raimunda: Non voglio niente da quel porco. Sto bene così.
Julio: Fai come vuoi, però io ci andrei. Almeno per sapere di cosa si tratta.
Raimunda: Accetteresti la sua eredità?
Julio: Perché no? I soldi non fanno mai male, da qualunque part provengano.
Raimunda: Mah, farò come vuoi tu, amore mio, ma non farci l'abitudine.
Raimunda sorride ed avvicinandosi a Julio lo bacia. Schermo nero.
Interno - Ufficio di Ming
Stacco su un uomo seduto dietro una scrivania che legge.
Avvocato: ...ho lavorato tutta la vita con e per le donne, e non sono mai riuscito a conoscerle. Ho solo scoperto una cosa: bionde, brune, rosse, alte o basse, sono tutte dello stesso stampo. Delle troie. Malgrado tutto, riconosco che i miei migliori momenti li devo a loro, e anche i peggiori. Ma non mi pento di nulla. Tutti i giorni della mia esistenza li ho dedicati a quel prodigio che custodiscono tra le gambe, qualcosa di così soave da santificare i miei sforzi. Perciò non voglio andarmene senza rendere loro un piccolo tributo: il mio ultimo modello di assorbente, minuto, trasparente, che stimola, tonifica, disinfetta, con vitamina E e U, cloruro di potassio, eccetera. Utilizzabile tutti i giorni del mese, non solo nel periodo di mestruazione. Come dimostrazione di gratitudine ho disposto che per una settimana tutte le clienti possano ottenere gratis un pacchetto di assorbenti. Dopodiché l'articolo inizierà ad essere commercializzato normalmente. Lascio la mia industria a coloro che sono state le mie principali amanti, cioé: Mara la cinica, Katy la spia, Lupe la hippy e Raimunda la monaca. Possono vendere tutto o farne quello che gli salta in mente. Impongo una sola condizione, che durante la mia sepoltura, e in presenza di un notaio, si mettano uno dei miei assorbenti ultimo modello. Credo di avere diritto a questo omaggio postumo. Mi piace l'idea che siano loro le prime a godere di tutti i suoi vantaggi. Se per qualche ragione rifiutassero, resteranno automaticamente escluse dall'eredità. Non serbo rancore a nessuna. Addio.
La camera, che durante la lettura ha inquadrato, alternandoli, i visi delle quattro donne sta ora inquadrando il gruppo al completo.
Raimunda: Che non conti su di me. non ho bisogno del suo denaro.
Avvocato: Il funerale si svolgerà questo pomeriggio, nel cortile. Il signor Ming ha ordinato una piccola cerimonia orientale, nella quale voi sarete coinvolte. Quelle che di voi saranno d'accordo, naturalmente.
Katy, Mara e Lupe si guardano.
Mara: Io non sono schizzinosa. ho bisogno di quei soldi.
Avvocato: È disposta ad accettare le condizioni?
Mara: Ho dovuto fare ben di peggio.
Lupe: Anch'io. Devo farmi un cambio di sesso, e non me lo fanno gratis.
Katy: A quanto ammonterà tutto questo?
Avvocato: Ci sono diversi milioni per ciascuna. Se desiderano vendere, io posso incaricarmene.
Mara-Lupe-Katy: (in coro) Bisogna vendere.
Esterno - Cortile di Ming
La camera continua ad inquadrare il terzetto.
Mara-Lupe-Katy: (in coro) Bisogna vendere.
Quando si allarga il campo ci accorgiamo che le tre donne si trovano ora nel cortile e stanno assistendo al funerale. Il loro sguardo si fa ostile. La cinepresa inquadra Raimunda che arriva presso di loro.
Mara-Lupe-Katy: (in coro) E tu? Che ci fai qui?
Raimunda: Sono qui solo per pura curiosità. A Julio, sebbene sia così sensibile, la prova non sembra così sconveniente se in cambio c'è l'eredità. Mi ha un po' stupito, credevo che un poeta non tenesse in alcun conto il denaro...
L'avvocato si avvicina a consegna ad ognuna delle quattro donne un pacchetto di assorbenti. La bara viene calata nella fossa. Katy getta un pugno di terra, le altre due la imitano. Raimunda rimane pensierosa poi, con violenza, lancia il pacchetto di assorbenti contro la bara ed abbandona il gruppo mentre vediamo le altre cominciare ad armeggiare tra le gambe per applicarsi gli assorbenti. La camera inquadra in primo piano un pacchetto di assorbenti appoggiato in terra.
Interno - Magazzini El Corte Inglés
Ancora in primo piano il pacchetto di assorbenti. Parte la musica e la voce di Mina con il brano "Canta Muchachita". Il campo si allarga e vediamo un cartello a fianco con la scritta "SETTIMANA GRATIS DEL NUOVO ASSORBENTE MING". Il campo visivo si allarga ulteriormente. Sentiamo il tipico vocio interno ai grandi magazzini. Una folla di donne di tutte le età si accalca contro il settore dove si trovano gli assorbenti. Tutte escono soddisfatte con un pacchetto nelle mani. Tra le altre riconosciamo Isidra. Poi veloci flash delle vie di Madrid. Sugli edifici cartelloni murali con la pubblicità degli assorbenti. Su tutte la scritta "SETTIMANA GRATIS DEL NUOVO ASSORBENTE MING". Sentiamo anche la radio che riporta la medesima pubblicità. Veloci flash con le copertine dei principali settimanali femminili dove, accanto agli assorbenti, riconosciamo le foto di Mara, Lupe e Katy. Primo piano del pacchetto di assorbenti.
Interno - Casa di Eulalia
Dal primo piano del pacchetto di assorbenti il campo visivo si allarga per mostrarci Isidra che si riassesta la gonna ed esce dalla sua stanza lasciando il pacchetto aperto sul letto. La camera segue Isidra che entra in cucina, prende un vassoio con la colazione, e si avvia verso la camera di Roque. Isidra appoggia il vassoio, apre le persiane. Un fascio di luce entra nella stanza. Roque è senza coperte, vestito solo di un paio di mutande che lasciano indovinare una intensissima erezione. Gli occhi di Isidra si illuminano. Si sentono le prime note di "Un ano de amor" cantata da Mina. Isidra si sfila la gonna e con delicatezza abbassa le mutande all'uomo. Si mette a gambe aperte sopra di lui cercando una difficile penetrazione e cominciando a muoversi ritmicamente come impazzita. Vediamo Roque svegliarsi ma subito richiudere gli occhi e sottostare alle voglie della vecchia che inizia a gridare selvaggiamente. Anche Roque comincia ad urlare. Eulalia appare sulla porta, diventa livida in volto, ma nessuno presta attenzione alla sua presenza. Torna in cucina seguita dalla cinepresa che la segue mentre è intenta a prepararsi un caffé. Suona il campanello ed Eulalia va al citofono.
Eulalia: Chi è?
Voce al citofono: Sono Raimunda. Me ne vado da Madrid e vorrei salutare Isidra.
Eulalia: Venga, per favore. Sono Eulalia, la signora. Mi piacerebbe molto che vedesse una certa cosa.
Eulalia appende il citofono mentre si sentono Isidra e Roque emettere urla selvagge. Eulalia apre la porta dell'appartamento ed attende l'ascensore che sta salendo. Le urla cessano. Arriva l'ascensore e ne esce Raimunda.
Raimunda: Salve signora Eulalia. Come va?
Eulalia: Venga a vedere lei stessa.
Le donne entrano nell'appartamento e vengono travolte da Isidra che esce correndo come una furia precipitandosi per le scale. Subito dietro Roque completamente nudo e coperto di sangue che tenta di infilarsi i pantaloni. Raimunda strillando si porta una mano alla bocca.
Raimunda: Ma cosa è successo?
Eulalia: Aiutami ad accompagnarlo all'ospedale. Nel frattempo ti racconto tutto.
Le due donne escono dall'appartamento sorreggendo Roque. La cinepresa le segue per qualche secondo poi si dirige verso la stanza di Isidra fino ad inquadrare in primo piano il pacco di assorbenti aperto.
Interno - Casa di Raimunda e Julio
Raimunda e Julio guardano la TV seduti sul sul divano.
Voce speaker telegiornale: ...da una decina di giorni gli ospedali continuano a ricevere uomini bisognosi di cure. Sono ormai un centinaio i casi di uomini costretti a chiedere aiuto ai medici a causa i emorragie all'apparato genitale probabilmente dovuto all'uso eccessivo e smodato del membro virile...
Suona il telefono e Julio si alza e va a rispondere.
Julio: No,....no,...davvero,...sono deciso a ritirarmi in provincia....non durerà a lungo...è certo che esageri...se realmente diventa quello che ti aspetti, beh...in questo caso farò un salto da te. Ciao.
Julio termina la conversazione e Raimunda gli si avvicina.
Raimunda: Chi era?
Julio: Armando.
Raimunda: Il tuo vecchio amico? Quello che ora è ministro della Sanità?
Julio: Sì. Sembra che ci sia in corso un'epidemia e non sanno di cosa si tratti. Si teme che la situazione peggiori...
Raimunda: Ma tu non hai più nulla a che vedere con il consiglio dei chimici...
Julio: Gliel'ho già detto, ma in una situazione di emergenza possono obbligarmi a tornare.
Raimunda: Non devi cedere ai ricatti degli amici. Che si arrangi senza di te!
Julio: Mi dispiace Raimunda.
Raimunda: Ed io?
Julio: Vieni anche tu, oppure aspettami qui.
Raimunda: Sei proprio indispensabile?
Julio: Senti Raimunda, non ho tempo di discutere adesso. Chiamani a casa di Armando, o nel suo ufficio.
Raimunda: No, aspetta, vengo con te. Devo dirti una cosa importante.
L'immagine torna sul televisore. Un altro giornalista sta parlando dell'epidemia.
Giornalista TV1: ...il virus potrebbe propagarsi attraverso l'acqua...
Interno - Auto di Julio
Inquadratura di Raimunda e Julio all'interno dell'auto. Lei parla (non sentiamo cosa dice), lui la guarda stupito. Di nuovo il televisore. Un diverso canale.
Giornalista TV2: ...i medici consigliano di non mangiare frutta...
Inquadratura di Raimunda e Julio all'interno dell'auto. Lei continua a parlare (e noi a non sentire cosa sta dicendo), lui è sempre più stupito. Di nuovo il televisore. Un canale ancora diverso.
Giornalista TV3: ...l'offensiva dell'ETA questa volta colpisce con un virus direttamente la popolazione...
Primo piano di Julio al volante.
Julio: Perché non me lo hai detto prima?
Primo piano di Raimunda.
Raimunda: Per pudore, cazzo! Non avevo piacere che pubblicassero ai quattro venti come Ming me la leccava!
Julio: D'accordo, d'accordo. Sarà meglio che mi sbrighi. Stanotte dormiremo a casa di Armando. Ci sta aspettando per cena, ci saranno anche sua moglie e le sue due figlie.
Raimunda: Ed io mi presento così? Senza un filo di trucco?
Interno - Casa di Armando - Camera degli Ospiti
Inquadratura di una stanza da letto. Vediamo Raimunda intenta a truccarsi di fronte allo specchio. Julio è in mutande seduto sul letto intento a vestirsi.
Raimunda: ...ed io ti dico che la chiave è tutta in quei maledetti assorbenti!
Julio: È impossibile! Sarebbe stato un piano troppo diabolico, anche per lui!
Raimunda: Nulla era troppo per lui!
La porta della stanza si spalanca di colpo. La cinepresa ci mostra due ragazze che fissano Julio con uno sguardo pieno di desiderio.
Julio: Lola,...Eugenia...vi seve qualcosa?
Lola ed Eugenia si guardano poi gli fanno cenno di sì con la testa.
Julio: Ancora un momento ragazze. Raimunda si sta truccando, fra poco saremo pronti.
Lola ed Eugenia lanciano una risatina roca.
Lola ed Eugenia: Noi siamo già pronte.
Senza dire altro si lanciano in picchiata su Julio e lo atterrano sul letto. mentre una lo tiene fermo l'altra gli toglie le mutande. Julio cerca di difendersi come può ma le ragazze sembrano dotate di una forza sovraumana. Mentre vediamo una delle due salirgli sopra. Sentiamo due colpi secchi e vediamo prima una poi l'altra ragazza stramazzare a terra svenute. Raimunda è dietro di loro con una bottiglia di colonia in mano. Corre verso l'armadio e prende cinture e fazzoletti.
Raimunda: (rivolta a Julio) Aiutami a legarle......Andiamo!...muoviti, o vuoi che ci riprovino?
Dalla stanza accanto giungono voci concitate.
Raimunda: (continuando a legare le due donne) Mi sa che anche Armando abbia qualche problema con la moglie...
Interno - Casa di Armando - Camera da letto
Stacco dell'inquadratura. Visione globale di un'altra camera da letto. notiamo che è molto in disordine. Una donna (Consuelo moglie di Armando) è intenta ad inseguire il marito per la stanza.
Consuelo: Adesso ti ho detto! Lo voglio adesso!
Armando: Dopo, adesso non c'è tempo.
Consuelo: Voglio farlo adesso!!!
Armando: Ma cos'hai? Sei matta?
Consuelo: Ho bisogno di un cazzo, se non me lo dai tu lo chiederò a Julio. Non sarà la prima volta.
Consuelo esce sparata dalla stanza. Primo piano di Armando.
Armando: Come, non sarà la prima volta?!?
Interno - Casa di Armando - Camera degli Ospiti
Vediamo Consuelo da dietro mentre spalanca la porta della camera dove si trovano Julio a Raimunda. Raimunda è ancora intenta a legare Lola ed Eugenia ai piedi del letto. Consuelo entra senza fare caso alle figlie.
Consuelo: Dov'è Julio?
Raimunda: In bagno, a vomitare.
Consuelo senza proferire altra parola spalanca la porta del bagno ed entra. Julio è in mutande chino sul bidet.
Consuelo: Julio, per favore, fammi tua. Come ai vecchi tempi.
Julio: Raimunda è qui. Sii discreta Consuelo.
Consuelo senza badargli si
inginocchia dietro a lui tentando di togliergli le mutande. Julio le assesta uno
spintone.
Stacco sul primo piano di Raimunda che sente i rumori e si precipita in bagno.
Si getta sopra Consuelo cercando di bloccarla.
Inquadratura della porta della camera sulla quale si affaccia Armando. Emette un
grido nel vedere le figlie svenute, legate al letto e imbavagliate. Sente i
rumori nel bagno ed entrando vede sua moglie che grugnisce mentre cerca disperatamente
con la bocca il membro di Julio, malgrado i calci che Raimunda le vibra sul
volto.
Armando: Ma siete impazziti?
Raimunda: Presto! Dacci una mano!
Armando aiuta Raimunda e Julio ad immobilizzare Consuelo che continua a gridare come se avesse il diavolo in corpo.
Raimunda: Dammi la cintura del tuo accappatoio. Bisogna legarla come le tue figlie.
Armando: (in preda ad un attacco di nervi) Ma cosa succede qui?
Julio: La peste! E ce l'hai proprio in casa.
L'audio va pian piano attenuandosi fino a scomparire. Le immagini sono leggermente accelerate e da questo momento mostrano in veloce successione tutto ciò che descrive Raimunda mentre in sottofondo Mina canta "Ciudad Solitaria".
Voce di Raimunda: Dopo aver neutralizzato Consuelo, spiegammo ad Armando cos'era successo, ma Armando non riusciva a crederci. Frugammo nelle stanze e trovammo gli assorbenti Ming. Non c'erano più dubbi. La notte stessa Armando si riunì con i suoi collaboratori e spiegò loro la situazione. Ciò che raccontò loro era inaudito, ma lo era altrettanto lo stato della città. Diede ordine di ritirare immediatamente tutti i prodotti di Ming dai negozi. Per centinaia di donne madrilene la vita aveva acquistato un nuovo scopo. Il fuoco che ardeva nelle loro viscere non trovava quiete. Gli uomini non riuscivano a calmarle completamente, ma stavano meglio quando ce li avevano dentro. Era come grattarsi: riuscivano solo a stimolarsi di più, ma mentre lo facevano provavano un piacere indescrivibile. Tutto il tempo lo impiegavano a cercare e a catturare i maschi. I componenti corrosivi che Ming aveva introdotto mell'assorbente avevano scombussolato il loro intero organismo. Non si stancavano mai. Era l'estasi, il cielo, l'inferno. Non si sapeva.Il mondo si era semplificato, riducendosi a una sola cosa: alimentare il mostro dalla lingua a clitoride che albergava loro in seno. Ormai non esisteva nessun'altra preoccupazione. Abbandonarono figli, faccende domestiche, doveri sociali, impegni professionali, madri moribonde, ideologie,...per uscire in cerca di nutrimento. Era facile trovarle all'uscita degli stadi, dove si era appena concluso un incontro sportivo o un congresso politico, nei pressi degli edifici che ospitavano gli uffici, nei parcheggi sotterranei, nelle scuole, nelle piscine. Alcune si facevano passare per piazziste ed entravano nelle case e non se ne andavano senza prima aver ottenuto ciò che desideravano. Madrid viveva lo splendore del caos più infernale. Nessuno sapeva cosa succedesse, la paura e un desiderio insostenibile regnavano ovunque. Bisognava lavorare in fretta. Il primo passo fu analizzare gli assorbenti. Sarebbero trascorsi alcuni giorni prima di ottenere dei risultati concreti, poi era necessario trovare un antidoto e bloccare il contagio. Il Ministro apparve alla televisione per spiegare senza reticenze quello che stava succedendo, a cominciare da casa sua.. Tutte le donne, senza eccezioni, dovevano passare a un esame di controllo e mettersi nelle mani delle autorità sanitarie. Era necessario l'aiuto di tutti i cittadini; se qualche donna si rifiutava o si nascondeva bisognava costringerla con la forza. Gli uomini dovevano stare all'erta e unirsi contro il pericolo. Furono distribuiti spry e altre armi affinché si difendessero da eventuali attacchi. Arrivarono aiuti dall'estero, l'OMS offrì la sua collaborazione. Il Ministero della Sanità mise a disposizione tutti i mezzi ed il personale di cui disponeva. I servizi segreti americani studiarono il virus direttamente nella loro base atomica ad Alamogordo, in New Mexico, dove ancora si dice custodiscano vari campioni contenenti il terribile virus.Alla fine la guerra fu vinta ma la vendetta di Chu Ming, il re degli assorbenti che tanto amava le donne senza essere ricambiato, era riuscita.
La voce di Mina comincia ad intonare "Y Si Mañana"
Lo schermo diviene completamente rosso mentre flash della desolazione
nella quale è caduta Madrid si intercalano ad immagini del film che permettono
di riconoscere tutti i personaggi apparsi mentre appaiono i titoli di coda.
Al cinema dal 2.06.2001 al
14.09.2001
|
Box Office |
Incasso Sett. |
Incasso Tot. |
Pos. |
| 9.06.2001 | 91.889.674 | 91.889.674 | 1 |
| 16.06.2001 | 89.157.673 | 181.047.346 | 1 |
| 30.06.2001 | 56.746.900 | 237.794.246 | 3 |
| 07.07.2001 | 60.056.907 | 297.851.153 | 2 |
| 14.07.2001 | 47.284.143 | 345.135.297 | 2 |
| 21.07.2001 | 44.672.371 | 389.807.668 | 3 |
| 28.07.2001 | 40.453.866 | 430.261.534 | 2 |
| 04.08.2001 | 36.655.882 | 466.917.416 | 3 |
| 11.08.2001 | 33.133.941 | 500.051.357 | 6 |
| 01.09.2001 | 14.437.341 | 514.488.698 | 6 |
| 08.09.2001 | 11.910.442 | 526.399.141 | 9 |
| 15.09.2001 | 7.428.611 | 533.827.752 | 9 |
|
Costo Film |
58.791.388 | ||
|
Bilancio Finale |
475.036.364 |
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