MAGIA Production crea l'impossibile ...cosa dicono di noi

Gli articoli che, nel bene e nel male, parlano del nostro lavoro.


L'IMPORTANZA DI ESSERE ERNESTO
(The Importance of Being Earnest)


(07/03/01 - L'esame di Kattivik su Asa Nisi Masa)
Anche questa settimana tocca a me, il critico, fare l'esame ed assegnare i voti ad un film attualmente presente nel cinema virtuale. Il film a cui mi accingo a fare le pulci è quello col più alto incasso della storia di Cinematik: l'importanza di essere Ernesto, il secondo film targato MAGIA production.

Locandina: 9 - Molto elegante ed azzeccata, la locandina è una degli indubbi punti di forza della MAGIA production. Semplice ma nello stesso tempo accurata nei particolari ed indubbiamente efficace ed a tema.
Sito: 7.5 - Il testo giallo su sfondo blu è ormai un marchio di fabbrica di questa studio di produzione. Il sito ha la sua forza nella linearità e nella chiarezza della modalità di scrittura: in grassetto le parti di dialogo, normali le altre. Un'opzione questa che facilità indubbiamente la lettura. 
Cast: 7 - Il cast è indubbiamente buono e scelto da una persona competente, forse un po' banale un po' in tutte le scelte.
Soggetto: 7.5 - Visto che la gente non va più a teatro l'unico modo per far conoscere qualcosa di Oscar Wilde  rimane il cinema, per cui il progetto non può che essere pienamente approvato. Peccato che nella traduzione si perda inevitabilmente qualche gioco di parole a partire proprio dall'Ernesto del titolo.
Sceneggiatura: 7 - Molto divertente e persino troppo veloce e vorticosa nel susseguirsi di doppi sensi, massime e battute. Il testo originario è veramente geniale. Certo i meccanismi pensati per il teatro, specie l'umorismo, trasportati pari pari al cinema di solito rendono molto meno.
Commerciabilità: 9 - Costato la modica cifra di 44.900.000 di Euromatik, il film ora come ora è quello che ha più incassato dall'inizio di Cinematik superando ampiamente la soglia dei 110 milioni. Un altro grandissimo affare di questo studio di produzione.

Riepilogo

Locandina: 9
Sito: 7.5
Cast: 7
Soggetto: 7.5
Sceneggiatura: 7
Commerciabilità: 9

Totale: 47/60 - Promosso

COMMENTO PERSONALE SUL FILM:  
Ottimo film anche questa seconda prova della MAGIA production. Sorprendono i grandi incassi di un film di questo genere che di solito diventa di culto per un certo tipo di pubblico (poco) ma non fa sfracelli al botteghino. Ma forse in un cinema virtuale i dialoghi brillantissimi di Wilde hanno un risalto maggiore piuttosto che al cinema vero dove il pubblico è abituato a grandi ritmi "visivi" ma a dialoghi più scarni ed essenziali. E forse anche qui, in questa piccola comunità, qualcuno, come me, avrà avuto modo di leggere per la prima volta questa commedia (non so quanto riveduta e corretta) aumentando di un pochino la propria cultura. Davvero un ottimo lavoro, che merita senza dubbio una candidatura ai Ck Oscar.
(Il critico)

(15/01/01 - Il Critico di Cinematik)
Per cominciare vince come film dal titolo piu' lungo di Cinematik. Da quel che si intuisce la trama pare essere abbastanza leggera, quel tanto che basta per dare il via ad una commedia degli equivoci. Mi e' parsa perfettamente in tono la scelta del cast. Voto 7+

(16/01/01 - Presidente fantàsia pictures)
 Lo preferisco agli altri perché adoro le commedie di Oscar Wilde (un autore anche da leggere!); perché il cast è azzeccato (anche se un po' scontato: il solito Everett ecc.); perché il produttore è uno dei miei migliori amici e pubblicizza gentilmente i miei film nel suo sito...

(31/01/01 - Mister Hyde su Asa Nisi Masa)
Presente anche nelle stagioni teatrali italiane proprio in queste settimane, giunge finalmente sullo schermo una delle più divertenti e, giustamente, più note commedie del grande Oscar Wilde. Diciamo subito che l'origine teatrale traspare con sin troppa evidenza da questo nuovo film dell'eclettico Oliver Parker - Un marito ideale, sempre da Wilde, ma anche il demenziale Suore in fuga così come l'horror Hellraiser da Clive Barker - evidenziando una volta di più quanto difficile e pericolosa sia la strada del "teatro filmato" quando non si abbia il coraggio, e a volte la incosciente genialità, di infrangerne regole e strutture. Purtuttavia ci si diverte, e molto; i dialoghi sono realmente esilaranti e mettono in evidenza un umorismo sconcertante per gli anni in cui sono stati scritti - la fine '800 - ricordando addirittura certi passaggi surreali del grande Groucho Marx. Il cast - quasi tutto all-british - asseconda diligentemente il testo senza particolari guizzi creativi, ferma restando la grande simpatia di Rupert Everett, che però rischia di restare intrappolato a vita in questi personaggi di dandy-inglese-magari-gay. Un po' fuori parte l'americana dell'Oklahoma Jeanne Tripplehorn nei panni della gentil donzella inglese dell'epoca vittoriana e forse, con i suoi 38 anni, anche un po' troppo in su con gli anni. Sprecati due grandi come Caine e Irons nei ruoli dei maggiordomi, ma comunque garanzia di sicura professionalità, con un voto in più per il primo, un attore che invecchiando va trovando sempre nuove corde espressive. Un appunto per lo sceneggiatore: senza spiegare che il nome "Earnest" in inglese significa "serio", "onesto", si toglie alla vicenda gran parte della sua comprensibilità!

(27/01/01 - dal sito Cristian Production)
La Magia cambia genere, e stavolta il risultato è nettamente migliore. Anche se il film non riesce a decollare quasi mai, stavolta il set è leggermente più "serio". Una commedia di Oscar Wilde portata sullo schermo da Oliver Parker, che ci riprova dopo un "Othello" non proprio perfetto. Il risultato è di una regia che non si allontana dalla staticità teatrale, facendo  annoiare lo spettatore in certi punti; era quasi meglio una riconferma del regista Giannini della "Vaca loca". Alcuni attori non sono proprio nel loro ruolo preferito: Mentre Rupert Everett se la cava piuttosto bene (è la sua classica commedia teatrale, non inserirlo sarebbe stato uno scempio), Jude Law non entra nel film, e la Tripplehorn nel ruolo di una "bambina" non è il massimo. Comunque i dialoghi sono più che buoni, e fanno quasi dimenticare che la storia è un po' troppo "semplice". Il risultato finale è un quasi sufficiente, e per un film così la Magia si è comportata anche piuttosto bene.
Voto: 5,5

(27/01/01 Cesare sul sito Cadillac Ranch)
In puro stile teatrale, una godibilissima commedia ben scritta ed interpretata, anche se la struttura risulta leggermente anacronistica. 3/3


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