...cosa dicono di noi
Gli articoli che, nel bene e nel male, parlano del nostro lavoro.
(28/03/01 - Silver Surfer su Asa Nisi Masa)
Un film del quale praticamente non capiamo nulla.
Almeno avremo voluto sapere in cosa, a grandi linee, consiste questo piano di
vendetta! A parte ciò il cast è abbastanza attinente col regista. Nel
complesso attribuisco un 6.
(02/06/01 - Il Critico della Cristian Production)
Un ritorno alle origini per la Magia
Production e Almodovar. Il regista spagnolo rimette in gioco tutte le sue
vecchie storie, divertenti, perverse, sconvolgenti...e la Magia tira fuori
un'altra storia folle, dopo "Livin' la vaca loca", anche se questa
volta è tratta da un libro dello stesso Almodovar. La storia, come già detto,
è folle e delirante, e la sceneggiatura la rende molto efficace; i personaggi
sembrano usciti da un fumetto (che sia porno o no, non cambia!), tutti col loro
carattere, a volte irritano, altre divertono, ma di un'originalità eccezionale.
Film che vuole trasgredire a tutti i costi, con un inizio che va molto sul
porno/demenziale...anche se non sempre la storia coinvolge, si lascia comunque
vedere con curiosità fino alla fine. Almodovar è superbo nelle sue
"visioni" del film, mentre gli attori a volte mostrano dei cedimenti,
e non riescono a dare il necessario per rendere il film più
"cinematografico" e meno "televisivo", con l'eccezione
Lauren Bacall, con una interpretazione sopra le righe e personalmente il
personaggio più simpatico della pellicola. Altro progetto rischioso per Magia
Production, ma ormai lo studio "re del box-office" ci ha già
abituati! Voto 6
(02/06/01 Cesare sul sito Cadillac Ranch)
La perversione secondo
Almodovar in una pungente commedia che riporta alla ribalta le vecchie glorie,
con buoni risultati. 3/4
(02/06/01 Davide su Helzapoppin)
Dopo la poco felice parentesi "inglese"
di La professione della signora Warren, il prolifico regista spagnolo torna su
un terreno a lui più congeniale, quello della commedia eccessiva, sarcastica, ai
limiti della volgarità e del buon gusto. Qui poi il regista è addirittura alle
prese con un suo romanzo, e perciò libero di sguazzare a suo piacimento in
quelle atmosfere e quei personaggi che caratterizzavano i suoi primi film,
quelli prima del grande successo di Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Già
dalle prime scene è evidente la natura assolutamente divertita di questo film,
un'operina leggera e frizzante come una bibita in cui è assurdo e inutile
cercare contenuti o qualsivoglia "messaggio". L'ex-trasgressivo Almodovar deve
essersi divertito un sacco a riprendere questo suo vecchio romanzetto, quasi un
ritorno alle origini, con una libertà espressiva totale (in certe scene quasi ai
limiti dell'hard-core) e dei mezzi economici che all'inizio della carriera -
quando film come questi erano la sua vera cifra espressiva - poteva solo
sognarsi. Transessuali, vecchie allupate, ex-suore, produttori di assorbenti
intimi, femministe esagitate; praticamente è qui presente tutto il campionario
dell'Almodovar degli anni '80, con un'alternanza di scene altamente raffinate e
di cadute nel più volgare e sublime cattivo gusto, fino al punto di smutandare
crudelmente la sessuagenaria Lauren Bacall, ex-vedova Bogart, in una delle scene
più "forti" e folli del film. Peccato che il cast sia in gran parte inadeguato e
più da fiction televisiva che da film, eccezion fatta per la citata Bacall e per
una ritrovata Jane Fonda, ancora affascinante nonostante gli oramai evidenti
segni dell'età. Foltissimo il numero dei divi che offrono divertiti "cameo", da
Banderas a Bova, da Liv Tyler agli improbabili giornalisti Dudikoff, Van Damme e
Lundgren (!). Un'oretta e mezza di divertimento e di eccessi serviti però con la
classe e la maestria di un oramai grande regista. Ma la trasgressione ormai
abita altrove.

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